La quasi totalità dei trentenni che conosco vive intrappolata in declinazioni socialmente conformi di relazione stabile alimentate da senso di colpa, desiderio di controllo e rassegnazione sessuale.
Ogni ritardo che la vostra ragazza vi perdona, ogni indelicatezza su cui soprassiede, ogni culo di troia che finge di non essersi accorta che stavate guardando, costituiscono soltanto marginali frammenti di orgoglio che è ben disposta a sacrificare in nome della cucina in muratura che le costruirete quando l’avrete sposata.
Foste anche l’ultimo stronzo in circolazione, foste persino il più patetico invertebrato figlio di puttana che abbia avuto la malaugurata idea di strisciare sul globo terraqueo, nulla – sottolineo nulla – impedirà alla vostra donna di accasarvi in un bilocale sulla Bufalotta, piastrellarvi le pareti di cotto e convincervi ad ingravidarla prima che lavorare 13 ore al giorno per Accenture vi renda impotenti.